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Ultime News:

20 September 2017
Il singolo condomino può prolungare a sue spese la corsa dell'ascensore

La Corte d’Appello di Milano, con sentenza del 18 maggio 2017, ha affermato che l’intervento di prolungamento della corsa dell’ascenso...»

19 September 2017
Notifica PEC a destinatario non reperibile: legittima la disciplina della legge fallimentare

Le procedure di notificazioni attivate nella fase pre-fallimentare pervengono all'attenzione della Suprema Corte che, con l’ordinanza n....»

30 March 2017
La condanna del de cuius non fa stato nei confronti dell’erede che agisce iure proprio

La pronuncia resa in giudizio per il risarcimento del danno da sinistro stradale nel quale la parte risulti convenuta quale erede del danneg...»

Responsabilità civile: la domanda risarcitoria si estende automaticamente al terzo chiamato

28 September 2016

Nel caso preso in questione, due condomini, titolari di un appartamento, avevano condvenuto in giudizio altri due condomini, proprietari dell'unità immobiliare sovrastante, per sentirli condannare al risarcimento dei danni da infiltrazioni da acqua piovana. I convenuti , resistendo in giudizio, avevano chiamato in causa il condominio a cui attribuivano la responsabilità dell'evento dannoso. Il condominio, costituitosi in giudizio, cihamava a sua volta in garanzia la compagnia di assicurazioni che resisteva in giudizio. Il giudice di pace accoglieva la domanda condannando il condominio al risarcimento del danno in favore degli attori. Tale sentenza era tuttavia riformata dal tribunale adito in sede di gravame dal condominio. In particolare, il giudice d'appello riteneva che gli attori avevano sempre e solo richiesto, anche dopo la chiamata in causa del condominio, la condanna dei condomini convenuti al risarcimento, di modo che la condanna ai danni direttamente nei confronti del condominio era stata pronunciata senza che vi fosse domanda in tal senso da parte degli attori. La Cassazione, sez. VI, con sentenza 6 aprile 2016 n. 6623 ha accolto il ricorso e cassato con rinvio la pronuncia impugnata, sottolineando che la chiamata in causa del condominio, da parte dei convenuti, indica in quest'ultimo il soggetto responsabile dei danni, cui la causa medesima, deve, pertanto, ritenersi comune. Ne deriva, conclude l'ordinanza, che, non trattandosi di chiamata in garanzia nè propria nè impropria, la domanda attorea deve ritenersi estesa di diritto al condominio.