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Testamento olografo: sempre più diffuso in Italia

26 September 2018

Sono sempre più numerose le persone che in Italia scelgono di affidare le “ultime memorie” a un foglio di carta su cui scriverle di proprio pugno. Il testamento olografo piace soprattutto agli uomini, che nel 68% dei casi decide di depositare presso il proprio notaio di fiducia le ultime volontà, da rivelare solo “post mortem”. Lo documenta una ricerca condotta da un noto studio notarile De Martinis in Milano. “Atto di grande autonomia, di cui il notaio è garante (ma anche psicologo)”, così spiega Paolo de Martinis, famoso notaio milanese fautore di tale indagine. Da un’accurata analisi sono emersi dati e considerazioni piuttosto interessati in merito sia all’oggetto del testamento, sia ai beneficiari nonché alle motivazioni che spingono gli italiani a mettere per iscritto ciò che desiderano accada dopo la loro morte. In primis, il testamento olografo, redatto direttamente dal ‘testatore’, è divenuta una vera e propria consuetudine largamente diffusa tra i ceti meno abbienti che semplicemente non vogliono o non hanno disponibilità economiche per sostenere il costo del testamento pubblico. Attraverso questo atto giuridico, sempre più persone dettano disposizioni non solo riguardanti le sorti patrimoniali ma anche in merito al rito funebre, nello specifico se intendano procedere o meno della propria salma. Quanto all’oggetto del testamento sono soprattutto i contanti e gli immobili ad uso civile ad essere menzionati (76%), seguiti da quelli a uso commerciale come studi, garage e capannoni all’10%, e terreni all’8%. Il restante 6% invece riguarda vari tipi di beni come veicoli, gioielli, opere d’arte, collezioni di francobolli, vinili, vini d’annata e altro. Tra i principali beneficiari dei lasciti compaiono, come da prassi, i discendenti e i coniugi, presenti nell’82% dei casi, ma delle volte anche le figure di infermiere, badanti e amanti in veste di future ereditiere. Secondo il notaio De Martinis, l’apertura del testamento a seguito della morte dell’interessato rappresenta un momento in cui la pietà dovrebbe prevalere su tutto il resto, incluse le liti, sottolineando in aggiunta il ruolo fondamentale ma non sempre semplice di mediatore tra le parti che dovrebbe assumere il notaio.